Consulenza

Restructuring

Il “restructuring” (formulazione di piani di ristrutturazione), consiste nella consulenza, assistenza e riorganizzazione delle aziende in difficoltà economico-finanziarie o in stato di crisi.

La parola “crisi”, dal greco “Krisis”, anche se oggi viene impropriamente utilizzata in senso negativo, in realtà significa scelta/decisione e quindi potrebbe rappresentare un’opportunità di ripensare ex novo il proprio business.

Poche sono le aziende che si preoccupano di pianificare una crisi, correndo ai ripari solo quando è troppo tardi, in quanto solitamente preferiscono pensare di essere immuni da tale pericolo.

 

Finanza d’impresa

La finanza d’impresa, è lo strumento atto a garantire un’equilibrata copertura finanziaria nello sviluppo dell’impresa, supporto dell’economia aziendale, e, quanto più possibile, complementare al capitale proprio e dall’autofinanziamento d’impresa.

La EBAF Consulting SA, avvalendosi di professionisti esperti, provenienti dal settore bancario e assicurativo, è in grado di garantire l’assistenza per:

– Revisione e/o riadeguamento degli affidamenti, individuando eventuale irregolarità per anatocismo;
– Richieste di finanziamenti a medio termini, con o senza cogaranzia da parte di consorzi di garanzia;
– Richieste di leasing.

Finanza agevolata

La finanza agevolata, intesa come supporto per la pianificazione della crescita aziendale, e, sostegno allo sviluppo, e non certo, come mera compilazione di modulistica.

Lo svolgimento della consulenza, avviene internamente, mediante lo studio e decodifica delle norme agevolative, la preparazione della modulistica operativa, l’elaborazione, presentazione e assistenza nell’ istruttoria della pratica, sino al suo definitivo completamento.

I primi step della consulenza si svolgono internamente, mediante lo studio e decodifica delle norme agevolative, la preparazione della modulistica operativa, l’elaborazione, presentazione e assistenza nell’istruttoria della pratica, sino al suo definitivo completamento. L’assistenza fornita copre integralmente le esigenze della clientela, grazie all’esperienza pluriennale presso uffici, enti e organi preposti alle agevolazioni, nonché di numerosi soggetti che intervengono durante la realizzazione del progetto d’investimento: studi notarili, uffici tecnici di progettazione e direzione lavori, consorzi gestori delle aree industriale, uffici pubblici preposti al rilascio delle autorizzazioni amministrative.

L’attività svolta, in particolare per le PMI, in funzione degli strumenti legislativi emanati da leggi europee, nazionali e regionali, può interessare progetti per la realizzazione di:

– Investimenti in beni strumentali;
– Servizi reali per l’impresa;
– Insediamenti produttivi completi;
– L’acquisizione di beni strumentali;
– La partecipazione a sistemi produttivi locali, e distretti industriali;
– L’innovazione tecnologia e la ricerca;
– La modernizzazione della struttura operativa;
– L’internazionalizzazione delle imprese.

 

Fondi Paritetici Interprofessionali nazionali sono organismi di natura associativa (tra le rappresentanze datoriali e quelle dei lavoratori) la cui attività è finalizzata alla promozione della formazione continua.

Con l’istituzione dei primi Fondi Paritetici Interprofessionali, si realizza quanto previsto  dalla legge 388 del 2000, che consente alle imprese di destinare la quota dello 0,30% dei  contributi versati all’INPS (il cosiddetto “contributo obbligatorio per la disoccupazione  involontaria”) alla formazione dei propri dipendenti. I datori di lavoro potranno

infatti chiedere all’INPS di trasferire il contributo ad uno dei Fondi Paritetici  Interprofessionali, che provvederà a finanziare le attività formative per i lavoratori delle  imprese aderenti.

Solitamente, una quota di quanto accantonato (chiamata solitamente Conto Azienda e/o Conto Formazione) è a disposizione delle specifiche esigenze dell’azienda che versa, e un’altra quota (chiamata solitamente Conto Sistema) è messa a bando in moda da dare la possibilità ad ogni Fondo di finanziare (in tutto o in parte) i piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, proposti dalle imprese in forma singola o associata. Tali proposte sono raccolte, valutate e finanziate secondo criteri e modalità specifici di ogni Fondo e definiti nella loro programmazione annuale.

Tra i maggiori Fondi ad oggi costituiti e autorizzati:

I Fondi Paritetici Interprofessionali finanziano piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, che le imprese in forma singola o associata decideranno di realizzare per i  propri dipendenti. Oltre a finanziare, in tutto o in parte, i piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, con le modifiche introdotte dall’art. 48 della legge 289/02, i Fondi Interprofessionali potranno finanziare anche piani formativi individuali, nonché ulteriori  attività propedeutiche o comunque connesse alle iniziative formative.

L’ADESIONE AI FONDI DA PARTE DELLE IMPRESE

L’impresa aderisce ai Fondi Paritetici Interprofessionali in modo volontario secondo criteri e modalità definiti dalla Circolare dell’INPS n. 71 del 2 aprile 2003.

L’adesione si effettua attraverso il consueto modello di denuncia contributiva DM/10 dell’INPS, che tutte le imprese utilizzano ordinariamente ogni mese. Con la Circolare INPS n. 71 del 2003 e con la successiva Circolare n. 60 del 2004 sono definite le procedure che prevedono che in appositi spazi venga indicato il Fondo prescelto (identificato con un codice) e il numero dei lavoratori soggetti al contributo obbligatorio dello 0,30.

Ad esempio per aderire a Fondimpresa basta scegliere nella “DenunciaAziendale” del flusso UNIEMENS aggregato, all’interno dell’elemento “FondoInterprof“, l’opzione “Adesione” selezionando il codice FIMA e inserendo il numero dei dipendenti (solo quadri, impiegati e operai) interessati all’obbligo contributivo. In questo modo, si indica la propria volontà di affidare a Fondimpresa il proprio contributo INPS dello 0,30%.

L’adesione è unica e non va rinnovata ogni anno.

Le aziende iscritte ad altro Fondo che intendono trasferire l’adesione a Fondimpresa, devono invece comunicare la revoca dal precedente Fondo tramite la “DenunciaAziendale” del flusso UNIEMENS, inserendo all’interno dell’elemento “FondoInterprof”, opzione “Revoca”, il codice REVO e selezionando,contestualmente nella stessa Denunciail codice FIMA per aderire a Fondimpresa.

Internazionalizzazione d’impresa

EBAF  Consulting SA ha fatto dell’internazionalizzazione uno dei suoi principali business: l’intervento, a partire dall’Italia, prosegue nei paesi interessati, ove siamo presenti direttamente (Svizzera) o tramite nostri partner. Tenuto conto dello stato dell’economia mondiale ed europea, in particolare, essa è la soluzione indispensabile per la sopravvivenza e lo sviluppo di molte aziende.

L’internazionalizzazione, oggi, è una priorità, pertanto il relativo progetto deve essere predisposto con massima attenzione e cura.

In EBAF CONSULTING SA siamo coscienti di ciò, ed è per questo, che l’intervento, a partire dall’Italia, prosegue in Svizzera, dove abbiamo la nostra sede operativa e i nostri consulenti, e nei paesi interessati, ove siamo presenti tramite nostri partner.

Nel predisporre un progetto per l’internazionalizzazione d’imprese italiane, il metodo di lavoro della EBAF Consulting SA prevede:

Studio di fattibilità

Elabora uno studio di fattibilità, tenendo ben in evidenza, il quadro aziendale esistente, suggerendo le eventuali azioni da intraprendere, prima di avviarsi verso i nuovi mercati.

• Country risk

Attraverso un’approfondita analisi del rischio specifico e finanziario del paese, provvede all’attività di International Capital Budgeting, per la valutazione delle operazioni di internazionalizzazione e/o progetti di investimento esteri. Quindi attraverso l’attualizzazione dei cash flows calcola il NPV (net present value) ed il PPA (payback period) cioè il periodo di rientro dell’investimento.

Aiuti finanziari

Individua, quando possibile, aiuti finanziari provenienti da leggi comunitarie, nazionali o regionali.